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Note alle ricette

........................................Se non è specificato diversamente, le dosi sono per due-tre persone. Nelle note alla ricetta consigli e curiosità

domenica 27 ottobre 2013

Menu per due con meno di 10 euro! - Menu nr. 2 -


Insalata russa
Soufflè di zucchini
Due ricette da realizzare con due uova, tre zucchini, una carota, una patata piccola, 50 gr di parmigiano, un panino secco. Il costo come si può facilmente calcolare è inferiore a € 4 anche acquistando prodotti biologici. Se acquistate prodotti non biologici spenderete lo stesso, e forse anche di più perchè sarete costretti a comprare a basso prezzo unitario grandi confezioni di prodotti, insapori, spesso non freschi, che dopo due giorni (o anche meno!) sono da buttare.

Tortina di mele piccola dose

Tortina di mele piccola dose - senza grassi aggiunti -

Questa è una tortina piccola (vedi il righello nella foto), si può preparare velocemente e va bene per ogni occasione, per la colazione, per una pausa pomeridiana, per un fine pranzo. Si prepara rapidamente usando uno di quei piccoli attrezzi da cucina dotati di frusta ad immersione e bicchiere, in questo modo non si sporca quasi nulla perché viene impastato tutto nel bicchiere. Occorre una piccola tortiera, diametro cm 18/20, meglio se dal bordo staccabile. Si può anche cuocere nel fornetto perché è piccola. E' una tortina, facile, economica priva di grassi, rapidissima da preparare.

domenica 20 ottobre 2013

Paste ripiene, esaltazione degli avanzi. Agnolotti, Ravioli o Tortelli di magro con sugo ai porcini

Agnolotti di magro con sugo ai porcini - Sospiro d'estate -


Risparmiare, non significa rinunciare e tanto meno scegliere prodotti scadenti da discount. Un prodotto di qualità non può costare poco, deve costare il giusto. Acquistare prodotti buoni permette di non buttarne via neanche un po'. Le croste di parmigiano nelle minestre o le polpette di pane raffermo (knoedel e canederli) sono un retaggio non solo di recupero e risparmio, ma soprattutto di buona cucina. Sull'onda della crisi risparmiare in cucina sta diventando una moda. Risparmiare non è una moda, ma  un “sentimento” non deve essere una necessità, non significa rinunciare, significa solo scegliere bene impegnandosi solo un po' ai fornelli, ricordando che non si butta nulla e che in casa abbiamo sempre qualcosa per rendere speciale un piatto. Senza “sentimento” non sarebbe nata la Pasta con la mollica e neppure la Pasta e patate 1943. E senza "sentimento" non ci sarebbero neppure gli agnolotti. La cucina è il luogo del "sentimento", il gusto ed il piacere del buon cibo è un espressione del nostro sentire. Diffidate da chi esclama con disprezzo "Io mangio per vivere, non vivo per mangiare", persone così sono contraddette persino dalle galline, le quali razzolando cercano il vermetto più grasso e saporito, e dalle capre che scelgono i germogli migliori e non ripassano mai su una pianta già brucata. Vivere per mangiare, significa vivere nel rispetto della memoria, delle tradizioni, del lavoro di chi produce il pane ed il companatico, rivolgendo attenzione a tutti i "sentimenti" contenuti nel cibo. Non preoccupiamoci che i nostri piatti siamo "glamour" e "fashion", ma che siano buoni e giusti. 
Le paste ripiene esistono grazie agli avanzi esaltati dal "sentimento" che nulla si butta via, neppure un paio di cucchiai di verdura avanzata. 
Ho preparato degli agnolotti di magro (ossia senza carni) con ricotta e borragine e li ho conditi con un sugo che sospira all'estate in attesa dell'autunno, perchè preparato con gli ultimi pomodori maturati alla pianta, a cui ho aggiunto un residuo di porcini secchi (che non potevo utilizzare prima, troppo caldo!) in attesa del nuovo raccolto. Non mi piacciono i nomi strani ma ho sottotitolato questi agnolotti Sospiro d'estate per via degli ultimi pomodori maturati al sole estivo.

domenica 29 settembre 2013

Brioche al grano duro ed olio extravergine d'oliva



Pasta di brioche al grano duro ed olio extravegine d'oliva

200 gr farina di rimacinato di grano duro – 300 gr di farina 0 - 125 ml di latte – 80 ml di olio extravergine d'oliva - 3 uova – 25 gr di lievito di birra (un cubetto di lievito fresco o una bustina di lievito secco) – 30 gr di zucchero (circa tre cucchiai colmi) – sale un pizzico

venerdì 20 settembre 2013

Il nero non è solo di seppia ed il calamaro al forno sposa la patata. Pasta con il nero e calamari al forno


Fusilli al nero di calamaro
Anche i calamari Loligo vulgaris ed i totani Todarodes sagittatus hanno la vescica con il nero, come tutti i Cefalopodi, ma in cucina solitamente si utilizza il nero di seppia Sepia officinalis perchè questo mollusco ha una sacca di inchiostro più grande. Però se avete un fornitore di fiducia, pulirà il vostro calamaro o totano mettendo da parte il nero, e lo farà sicuramente volentieri. Io ho scoperto la possibilità di utilizzare il nero di calamaro e di totano grazie al consiglio del pescivendolo, e così con quello che solitamente viene buttato via si può preparare un sugo per una pastasciutta nera, ma non troppo.

Calamaro

Seppia
Se siete abili a pulire questi molluschi, mettete da parte la vescichetta con il nero, le uova ed utilizzate la parte superiore dei tentacoli per preparare un eccellente condimento per la pasta. Per eviscerare il calamaro, staccate delicatamente i tentacoli dalle interiora, eliminate lo stomaco che può contenere residui di sabbia, poi staccate la vescichetta del nero insieme al resto delle interiora utilizzando un coltellino affilato e facendo attenzione a non incidere la sacca del nero. Spellare bene sia il corpo (mantello) che i tentacoli, ed eliminate le cartilagini attaccate alle ventose del totano. Osservate bene l'immagine dell'anatomia del calamaro vi aiuterà a pulirlo. Osservate anche l'immagine dell'anatomia della seppia per evidenziare le differenze. Cliccando sulle immagini si aprirà la pagina da cui sono tratte. Osservate dove si trovano gli organi riproduttivi (gonadi), chiamiamole uova, mettiamole da parte insieme alla vescica di nero ed aggiungiamole al sugo. La pasta con il nero di calamaro o totano, non è nera come quella preparata con le seppie, il sapore è più dolce e meno intenso, ma altrettanto buono. Ed ora due ricette: una buona pastasciutta con il nero di calamaro, e calamari al forno con patate.

venerdì 6 settembre 2013

Riso ai pistacchi con zucchini e limone

Un semplice riso con zucchini caramellati, limone e pistacchi per questa fine estate.
Sformato di risotto al pistacchio e zucchini caramellati al limone
Il pistacchio (Pistacia vera) è ormai una moda. Il Pistacchio verde di Bronte DOP è famosissimo ed alla ribalta in tutte le gelaterie. In Italia la produzione di pistacchio è tutta concentrata in Sicilia, soprattutto nei paesi etnei della provincia di Catania: Bronte, Adrano e Biancavilla. Una minore superficie è coltivata nella provincia di Agrigento, Caltanissetta e di Palermo. La produzione etnea deriva da piante nate spontaneamente nei terreni lavici e successivamente innestate, viene coltivata e raccolta quasi esclusivamente a mano. Nelle altre zone invece i pistacchieti non sono spontanei e sono stati realizzati con varietà e tecniche più adatte alla produzione meccanizzata. Con mandorle e pistacchi si produce il torrone siciliano. Famoso e soprattutto molto buono, è il torrone di Caltanissetta, entrato nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT). Oltre al pistacchio di Bronte è da ricordare il pistacchio di Raffadali, paese della provincia di Agrigento Nell'agrigentino si prepara un marzapane a base di pistacchio. Il paese di Favara è tristemente noto per avere il più alto tasso di abusivismo edilizio d'Italia, ma anche per l'agnello pasquale, dolce di marzapane alle mandorle con ripieno di marzapane al pistacchio. In verità questa specialità non è solo di Favara, io ne ho mangiato uno eccellente prodotto dalla monache di un convento di Cattolica Eraclea, altro paese dell'agrigentino. Occorre osservare che il pistacchio siciliano ha caratteristiche organolettiche, quali sapidità e profumo particolarmente spiccati rispetto alle produzioni californiane, spesso di qualità decisamente scadente, che più facilmente troviamo in vendita. Altra significativa caratteristica, che distingue il pistacchio siciliano da altre produzioni, oltre al sapore, è il colore, i semi (i pistacchi) sono di un verde intenso con sfumature smeraldo e sono ricoperti da una pellicola di colore violetto brillante. Se non possiede questi due colori, verde e violetto brillanti. Come tutta la frutta secca i pistacchi sono altamente calorici (circa 600 calorie per 100 gr), ma basta un pugnetto di pistacchi per aromatizzare il nostro riso.

martedì 20 agosto 2013

Da tenere in frigo. Pasta con uova di pesce, peperoni ripieni, crespelle alla ricotta e...

Pasta uovo di pesce e broccoletti
Prima o poi le mie foto saranno migliori, intanto accontentiamoci! Primi piatti o piatti unici, da preparare, mettere in frigo e al momento giusto prenderli per mangiarli così come sono, freddi con un po' di limone o con una salsa di basilico e pomodoro crudo. Piatti pensati perchè mi piacciono le uova di pesce, perchè degli spinaci erano avanzati, perchè mi è piaciuto mettere insieme il sapore mediteraneo estivo dei peperoni con le spezie orientali. Il risultato è stato consumato ed apprezzato. I pescivendoli di solito regalano le uova del pesce, così si prepara una pasta davvero economica, perché non si butta nulla. Eccovi le ricette.

giovedì 15 agosto 2013

Gelo. Il gelo di "mellone"

Gelo, non è la temperatura di ferragosto, ma un tradizionale dolce siciliano, una crema, preparata con l'anguria. Profumata al gelsomino, è una preparazione molto semplice, fresca e poco calorica, eccovi la ricetta...

domenica 11 agosto 2013

Cabbasisi, caponatina, pesce e feste di fine estate

Il termine cabbasisi è stato diffuso recentemente al mondo da Andrea Camilleri, il commissario Salvo Montalbano, non li vuole scassati e torto non ne ha, ci sono personaggi che continuano a scassare i cabbasisi anche quando sono condannati, ma lasciamo perdere e vediamo cosa sono i cabbasisi. Sono il tubero dolce del Cyperus esculentus, nella piana di Valencia vi sono distese di questa pianta, chiamat chufa, coltivata per la bevanda tradizionale orxata de xufa. In commercio troviamo sotto forma di sciroppo l'orzata ottenuta con essenze dal sentore di mandorla, utilizzata per la preparazione di bibite e long-drink. L'orxata de chufa ha un gradevole profumo di mandorla, con una dominante di mandorla amara; come il latte di mandorla, possiede innumerevoli proprietà benefiche, la chufa de Valencia ha ottenuto la DOP. Ma torniamo ai cabbasisi, il nome di questi tuberi pare derivi dall'arabo habbazīz trasformato nell'italiano babbagigi. In Sicilia il Cyperus cresce spontaneo ed il nome arabo habbazīz si trasforma in cabbasisi. Il termine  si estende, passando dal definire il dolce tubero a quegli attributi che Montalbano non vuole scassati soprattutto quando si appresta a mangiare
Caponatina
"...La caponatina! Sciavuròsa, colorita, abbondante, riempiva un piatto funnùto, una porzione per almeno quattro pirsone. Erano mesi che la cammarera Adelina non gliela faceva trovare.", certo che non poteva farla quannuegghiè (se capite il camillerese, capite anche che sento dire con quannuegghiè) la caponatina, va fatta nella stagione giusta con la melenzana giusta, quella scura, che non a caso si chiama violetta palermitana. Si dice che la caponata derivi il nome da un pesce  "povero" la Lampuga (Coryphaena hippurus) che in Sicilia si chiama Capone, ma potrebbe essere viceversa, poco importa, capone e caponatina si accompaganano meravigliosamente. Il capone, è un pesce di scarso valore commerciale (si fa per dire, ormai!) viene catturato con la tecnica dei "cannizzi", ma di questo diremo in futuro. Intanto organizzatevi una vacanza in Sicilia a San Vito lo Capo, dal 20 al 22 settembre è Tempuricapuni un evento, meno noto del cous-cous fest, dedicato al capone ed al pesce azzurro. Il pesce pescato la notte e portato a riva la mattina viene fritto ed arrostito in piazza dai pescatori. L'anno scorso con appena 5 euro si acquistava un gran bel piatto di pesce misto: capone, calamari, sarde, suri, sgombri...fritto ed arrostito con contorno di insalata, insieme a pane, vino e melone giallo, che nella varietà Cartucciaru di Paceco è un presidio slow-food.
Tornando alla caponatina oltre a quella di Adelina, ve ne sono tante versioni quante sono le famiglie che la preparano, ecco la mia.

sabato 10 agosto 2013

Agrodolce, sapore estivo per le verdure

Verdure fredde dal sapore estivo, l'agrodolce permette di conservare più a lungo le preparazioni. La caponata di melenzane è forse la più conosciuta preparazione di verdure in agrodolce della cucina siciliana. Non meno appetitosi sono gli zucchini in carpione, piatto della tradizione piemontese. D'estate prepariamo le vedure in agrodolce e teniamole in frigo, durano anche tre o quattro giorni. Per una cena estiva lessate degli sgombri in poca acqua e aromi, serviteli freddi con le verdure in agrodolce. Naturalmente  sbizzarritevi, le verdure in agrodolce accompagnano bene oltre allo sgombro, anche un polpettone freddo. Se volete un piatto unico, da preparare con anticipo e conservare in frigo, fate lessare del riso, conditelo con poco olio e aromi, servitelo freddo con pesce o carne accompagnati da verdure in agrodolce. Buono, fresco, completo e soprattutto economico.


Verdure in agrodolce


lunedì 5 agosto 2013

Cous-cous

Il couscous (o cus-cus) è fatto solo con semola di grano duro, la preparazione richiede che la semola sia “incocciata”, ossia mescolata con i polpastrelli attraverso un movimento rotatorio, aggiungendo acqua ed olio d'oliva, in maniera che i granelli si "incoccino" formando il grano di cous-cous. Un metodo semplice, quando si sa come fare!

Se volete saperne di più, fate una vacanza a San Vito lo Capo durante il cous-cous fest. Quest'anno se siete Buskers, il cous-cous fest vi cerca. L'evento sarà dal 24 al 29 settembre 2013, il miglior periodo per visitare la Sicilia.
Pescato per cous-cous
Per preparare un buon cous-cous non è necessario che sappiate “incocciarlo”, potete utilizzare il cous-cous pronto che si trova in commercio, però non seguite assolutamente le indicazioni delle confezioni e tanto meno usate acqua calda, se lo farete il vostro cous-cous sarà appiccicoso.

sabato 27 luglio 2013

Caramelliamo! Pasta, pane, zucchero ed olio extravergine d'oliva.

Due facili ricette per colazione, merenda, dessert o aperitivi originali e soprattutto economici e rispettosi del cibo che non va mai buttato via perciò il pane e la pasta avanzati caramelliamoli ed usiamo l'olio d'oliva extravergine per un croccante profumo! Non trascurate le Note alla ricetta.

Capellini caramellati


Pane caramellato



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