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Note alle ricette

........................................Se non è specificato diversamente, le dosi sono per due-tre persone. Nelle note alla ricetta consigli e curiosità
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mercoledì 6 aprile 2016

Baccalà ed emulsioni

Baccalà alla Maria Francesca
Le emulsioni di olio extravergine d'oliva sono un condimento capace di trasformare le facce: quella di un baccalà lesso, e quella di chi lo mangia. Ho preparato il baccalà, perché mi è stato chiesto di prepararlo in un qualche modo, e non avendo granché voglia di cucinare l'ho lessato. Troppo triste però, un baccalà lesso con olio e prezzemolo! Così con il fondo di cottura del pesce ho preparato un'emulsione. Una elaborazione, il baccalà lesso con olio e prezzemolo, con una profumata, densa e stabile emulsione, cambia faccia.

lunedì 3 novembre 2014

Calamari ripieni alla melannurca con peperone rosso


Calamari alla melannurca e peperone rosso
Le mele del sud sono poco conosciute e purtroppo spesso dimenticate.

mercoledì 1 ottobre 2014

Involtini di pesce spada, fichi e zibibbo di Pantelleria

Involtini di pesce spada, fichi e zibibbo di Pantelleria
Fichi e chicchi d'uva zibibbo, mandorle e passito di Pantelleria, una mia ricetta nata dal desiderio di mettere insieme frutti e profumi di fine estate. Un risultato notevole per una preparazione facile da realizzare, ma che richiede saggezza nell'uso degli ingredienti.

giovedì 18 settembre 2014

Ragù di alalunga all'arancia, menta e Marsala


Ragù di alalunga
L'alalunga (Thunnus alalunga) è un parente del tonno rosso (Thunnus thynnus). L'alalunga è sicuramente meno minacciato del tonno rosso il quale, come è noto, ha un alto valore commerciale quindi è sottoposto ad una pesca eccessiva.

lunedì 4 agosto 2014

Involtini di pesce spada al pistacchio


Involtini di pesce spada al pistacchio
Una ricetta semplicissima, gli involtini di pesce spada sono sempre buonissimi, anche freddi con qualche goccia di limone, perfetti per una cena estiva.

sabato 7 giugno 2014

Polpo e patate. Il “poliparo” di Porticello ed il “morso” del pescatore


Polpo e patate
Il polpo e patate è un piatto tradizionale della cucina ligure, di cui si possono trovare diverse interpretazioni, facile da preparare, molto buono e non troppo costoso. Io ho preparato una versione a cui ho aggiunto il segreto di un venditore di polpo bollito di Porticello, porto peschereccio della provincia di Palermo e frazione del paese di Santa Flavia luogo di antichità e di bellezze naturali.

martedì 24 dicembre 2013

Tortino di verdure e baccalà della vigilia

Ricetta semplice, economica, nata dall'intenzione di non buttare nulla. Dopo più di un mese di silenzio, ritorno con questa ricetta per augurare buone feste senza sprechi. Cucinate solo quello che consumate, comprate poche cose ma buone, e non buttate nulla, quindi con le foglie esterne dei finocchi, che nelle tavole natalizie siciliane non mancano mai, preparate questo tortino. Vi propongo una ricetta insolita per un classico della vigilia, il baccalà: Il tortino di finocchi e baccalà è leggero, economico, profumato, molto digeribile e non fa rimpiangere il baccalà fritto con la pastella, buonissimo, ma costoso e decisamente meno digeribile. Anche una ricetta per coloro che non gradiscono il baccalà, un colorato tortino di finocchi e carote. La versione al baccalà deriva da questa e viene descritta nella Nota alla ricetta, ma, per iniziare, ecco la versione bicolore con carote e finocchi.

Tortino di verdure bicolore

Tortino di finocchi e baccalà al cumino e mandorle

venerdì 20 settembre 2013

Il nero non è solo di seppia ed il calamaro al forno sposa la patata. Pasta con il nero e calamari al forno


Fusilli al nero di calamaro
Anche i calamari Loligo vulgaris ed i totani Todarodes sagittatus hanno la vescica con il nero, come tutti i Cefalopodi, ma in cucina solitamente si utilizza il nero di seppia Sepia officinalis perchè questo mollusco ha una sacca di inchiostro più grande. Però se avete un fornitore di fiducia, pulirà il vostro calamaro o totano mettendo da parte il nero, e lo farà sicuramente volentieri. Io ho scoperto la possibilità di utilizzare il nero di calamaro e di totano grazie al consiglio del pescivendolo, e così con quello che solitamente viene buttato via si può preparare un sugo per una pastasciutta nera, ma non troppo.

Calamaro

Seppia
Se siete abili a pulire questi molluschi, mettete da parte la vescichetta con il nero, le uova ed utilizzate la parte superiore dei tentacoli per preparare un eccellente condimento per la pasta. Per eviscerare il calamaro, staccate delicatamente i tentacoli dalle interiora, eliminate lo stomaco che può contenere residui di sabbia, poi staccate la vescichetta del nero insieme al resto delle interiora utilizzando un coltellino affilato e facendo attenzione a non incidere la sacca del nero. Spellare bene sia il corpo (mantello) che i tentacoli, ed eliminate le cartilagini attaccate alle ventose del totano. Osservate bene l'immagine dell'anatomia del calamaro vi aiuterà a pulirlo. Osservate anche l'immagine dell'anatomia della seppia per evidenziare le differenze. Cliccando sulle immagini si aprirà la pagina da cui sono tratte. Osservate dove si trovano gli organi riproduttivi (gonadi), chiamiamole uova, mettiamole da parte insieme alla vescica di nero ed aggiungiamole al sugo. La pasta con il nero di calamaro o totano, non è nera come quella preparata con le seppie, il sapore è più dolce e meno intenso, ma altrettanto buono. Ed ora due ricette: una buona pastasciutta con il nero di calamaro, e calamari al forno con patate.

domenica 11 agosto 2013

Cabbasisi, caponatina, pesce e feste di fine estate

Il termine cabbasisi è stato diffuso recentemente al mondo da Andrea Camilleri, il commissario Salvo Montalbano, non li vuole scassati e torto non ne ha, ci sono personaggi che continuano a scassare i cabbasisi anche quando sono condannati, ma lasciamo perdere e vediamo cosa sono i cabbasisi. Sono il tubero dolce del Cyperus esculentus, nella piana di Valencia vi sono distese di questa pianta, chiamat chufa, coltivata per la bevanda tradizionale orxata de xufa. In commercio troviamo sotto forma di sciroppo l'orzata ottenuta con essenze dal sentore di mandorla, utilizzata per la preparazione di bibite e long-drink. L'orxata de chufa ha un gradevole profumo di mandorla, con una dominante di mandorla amara; come il latte di mandorla, possiede innumerevoli proprietà benefiche, la chufa de Valencia ha ottenuto la DOP. Ma torniamo ai cabbasisi, il nome di questi tuberi pare derivi dall'arabo habb῾azīz trasformato nell'italiano babbagigi. In Sicilia il Cyperus cresce spontaneo ed il nome arabo habb῾azīz si trasforma in cabbasisi. Il termine  si estende, passando dal definire il dolce tubero a quegli attributi che Montalbano non vuole scassati soprattutto quando si appresta a mangiare
Caponatina
"...La caponatina! Sciavuròsa, colorita, abbondante, riempiva un piatto funnùto, una porzione per almeno quattro pirsone. Erano mesi che la cammarera Adelina non gliela faceva trovare.", certo che non poteva farla quannuegghiè (se capite il camillerese, capite anche che sento dire con quannuegghiè) la caponatina, va fatta nella stagione giusta con la melenzana giusta, quella scura, che non a caso si chiama violetta palermitana. Si dice che la caponata derivi il nome da un pesce  "povero" la Lampuga (Coryphaena hippurus) che in Sicilia si chiama Capone, ma potrebbe essere viceversa, poco importa, capone e caponatina si accompaganano meravigliosamente. Il capone, è un pesce di scarso valore commerciale (si fa per dire, ormai!) viene catturato con la tecnica dei "cannizzi", ma di questo diremo in futuro. Intanto organizzatevi una vacanza in Sicilia a San Vito lo Capo, dal 20 al 22 settembre è Tempuricapuni un evento, meno noto del cous-cous fest, dedicato al capone ed al pesce azzurro. Il pesce pescato la notte e portato a riva la mattina viene fritto ed arrostito in piazza dai pescatori. L'anno scorso con appena 5 euro si acquistava un gran bel piatto di pesce misto: capone, calamari, sarde, suri, sgombri...fritto ed arrostito con contorno di insalata, insieme a pane, vino e melone giallo, che nella varietà Cartucciaru di Paceco è un presidio slow-food.
Tornando alla caponatina oltre a quella di Adelina, ve ne sono tante versioni quante sono le famiglie che la preparano, ecco la mia.

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